Lo smart working: cos’è, come attuarlo, dove ci porterà

Per molti lavoratori, operare in smart working è, od è stata, una scelta consapevole sulla base di propri desideri, esigenze e competenze.

Nel momento che ci troviamo a vivere la formula smart working, per moltissimi, non è una scelta ma un imperativo per il proseguo della propria professione.

Prima di addentrarci nel tema, è necessario sottolineare una prima sostanziale differenza di forma, tra le diverse figure professionali che si trovano ad operare da casa.

Lo smart Working: lavoro a domicilio, telelavoro o lavoro agile?

Il lavoratore a domicilio è colui che, con vincolo di subordinazione, esegue nel proprio domicilio o in un locale di cui abbia la disponibilità lavoro retribuito per conto di uno o più imprenditori, utilizzando materie prime, accessorie attrezzature propri o dell’imprenditore, anche se forniti tramite terzi. La cassazione ha affermato che per esserci subordinazione nel lavoro a domicilio è sufficiente che il lavoratore esegue lavorazione analoghe o complementari  a quelle eseguite all’interno dell’azienda, sotto le direttive dell’imprenditore anche se impartite solo all’inizio dell’attività. Diversamente, una persona che si trova a svolgere una mansione sotto forma di telelavoro si avvale della tecnologia per traslare un attività che potrebbe essere eseguita all’interno dell’azienda viene regolarmente svolta al di fuori di essa; di regola il datore di lavoro è responsabile della fornitura, dell’istallazione e della manutenzione degli strumenti necessari alla prestazione.

Per quanto riguarda i diritti, per il telelavorista, sono previsti tutti i diritti degli altri lavoratori previsti dalla contrattazione collettiva ed il carico di lavoro e i tempi della prestazione devono essere equivalenti a quelli dei lavoratori che svolgono la prestazione all’interno dei locali dell’impresa.

Per quanto riguarda il lavoro agile, ci troviamo davanti ad un’evoluzione concettuale del telelavoro. Quindi, se il vecchio telelavoro consiste nello spostamento (in tutto o in parte) della sede di lavoro dai locali aziendali all’abitazione del telelavoratore, il nuovo lavoro agile prevede che la prestazione lavorativa venga eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Lo smart working: come assicurarsi comfort ed efficienza a casa?

Un ambiente di lavoro efficiente e funzionale rende un lavoratore maggiormente produttivo. Quando il suddetto lavoratore si trova a svolgere la sua mansione da casa ecco alcuni aspetti che non possono venire meno.

Intervistata in merito, la Dott.ssa Paola Favarano, psicologa del lavoro e Responsabile di Stantec Academy, centro di formazione specializzato in salute e sicurezza sul lavoro e Sicurezza, ha chiarito concetti di sicurezza e consigliato circa il corretto svolgimento del proprio lavoro da remoto.

 “Come prescritto anche dal D.Lgs 81/2008 in materia di Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro, c’è l’aspetto dell’illuminazione da sottolineare. Occorre una stanza con luce uniforme, preferibilmente proveniente dall’alto e simile a un’illuminazione naturale. Se la nostra postazione è accanto a una finestra, meglio che questa provenga lateralmente. Ancora, importantissimo l’aspetto delle pause. Ogni due ore passate al computer è necessaria una pausa di 15 minuti per non affaticare gli occhi. Ma in generale una pausa di qualche minuto ogni ora è consigliata per rilassarsi, fare stretching per il collo e bere acqua. Altro accorgimento, dato in questi giorni può capitare di stare molto al cellulare, è raccomandabile l’uso dell’auricolare. Infine un consiglio di buon senso: non si mangia al computer, la tastiera è ricettacolo di germi! 

Lo smart working: che forma prenderà il mondo del lavoro, nel prossimo futuro?

Lo stato attuale ci impone riflessioni ed accorgimenti per trovarsi preparati cambiamenti, non solo lavorativi, che questo periodo sta imponendo.

Luca Solari professore ordinario di Organizzazione e HR Management all’Università di Milano si è espresso in merito focalizzando l’attenzione sulle organizzazioni e società costituite: “La scelta dell’organizzazione con cui collaborare è una scelta che si rinnoverà quasi ogni giorno nel futuro. Solo chi è in grado di dare un senso professionale e personale alla collaborazione riuscirà a garantire un rapporto duraturo.”

Le realtà lavorative devono quindi diventare contenitori di opportunità di crescita, di relazione e di sviluppo per le persone, responsabilizzandole prima come singoli lavoratori poi come facenti parte di un gruppo costituito, l’Azienda.

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